Il 24 marzo 2025, Fondazione E. Amaldi ha portato la space economy nel cuore del sistema industriale bresciano. L’evento, promosso da IOBO con la partecipazione di FEA in qualità di ESA BASS Ambassador, ha parlato di progetti concreti, ecosistemi strutturati e di un modello replicabile di collaborazione tra imprese, ricerca e istituzioni.
C’è un momento in cui un’idea smette di essere tale e diventa sistema. È il momento in cui attori diversi — imprese, università, istituzioni, startup — si siedono attorno allo stesso tavolo con un obiettivo condiviso e con gli strumenti per realizzarlo. È esattamente questo che è accaduto il 24 marzo a Brescia, nella suggestiva sede di Palazzoli SpA: un luogo capace di incarnare, nel suo stesso spazio fisico, la tensione tra tradizione industriale e apertura all’innovazione.
Space Economy meets Brescia — promosso da IOBO, rete d’impresa del territorio bresciano che unisce aziende e competenze per dare vita a progetti innovativi, con la partecipazione di Fondazione E. Amaldi nella sua veste di Ambassador italiano del programma ESA BASS (Business Applications and Space Solutions) e con la collaborazione di Confindustria Brescia — ha riunito imprenditori, ricercatori, startup e rappresentanti istituzionali con un intento preciso: dimostrare che la space economy non è un orizzonte lontano, ma una leva concreta per la competitività del tessuto produttivo italiano.
Giancarlo Turati, presidente di IOBO, ha aperto il suo intervento con una considerazione che ha dato il tono all’intera giornata: «L’identificazione dei bisogni e delle risorse del territorio non è un esercizio preliminare, ma il cuore stesso di ogni strategia di innovazione. Senza questa lettura, qualsiasi tecnologia rischia di rimanere un’opportunità mancata. E lo spazio — con la sua capacità di integrare dati globali, connettività avanzata e monitoraggio in tempo reale — diventa un linguaggio universale attraverso cui rispondere a problemi molto concreti: dalla gestione delle infrastrutture alla sicurezza urbana, dall’efficienza agricola alla sostenibilità ambientale».
L’obiettivo dell’evento è stato chiaro: tradurre il linguaggio della ricerca spaziale in opportunità di business per le imprese del territorio, e di costruire ponti solidi tra il sistema industriale locale e le strutture di supporto dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Agenzia Spaziale Italiana.
Lorenzo Scatena, Segretario Generale della Fondazione E. Amaldi, ha tracciato la visione che guida questo approccio: «Competenza, aggregazione e specializzazione sono i tre pilastri del futuro panorama dell’innovazione. Non concetti astratti, ma coordinate operative: la competenza come capacità di padroneggiare le tecnologie più avanzate; l’aggregazione come condizione necessaria per costruire ecosistemi capaci di generare valore sistemico; la specializzazione come percorso privilegiato per competere in un mercato globale sempre più selettivo».
Questa visione si è già tradotta in risultati tangibili. Ne è prova il caso di Apogeo Space, startup bresciana specializzata in nanosatelliti, accompagnata dalla Fondazione in un percorso di sviluppo che nel maggio 2022 ha condotto alla chiusura di un round di investimento da 5 milioni di euro in venture capital. Il CEO Guido Parissenti, presente all’evento, ha raccontato come la Fondazione abbia rappresentato non solo un supporto tecnico, ma un acceleratore di relazioni e visibilità in un settore dove le reti contano quanto le tecnologie. Il suo intervento, insieme a Cristina Zanini responsabile dell’Area Sviluppo d’Impresa, Europa e Innovazione di Confindustria Brescia, ha anche sottolineato come lo spazio possa rispondere a bisogni di mercato ancora largamente insoddisfatti, aprendo spazi competitivi nuovi per chi sa coglierli, e di come il network di Confindustria abiliti questi percorsi.
Brescia è infatti una delle aree a più alta densità manifatturiera d’Italia, con una tradizione di eccellenza in meccanica, metallurgia, illuminazione, agricoltura di precisione e mobilità. È un territorio che sa fare sistema — e che, proprio per questo, è pronto a fare il salto verso modelli di innovazione più ambiziosi. Tra le iniziative strategiche del territorio c’è ROCK 2026, un framework di innovazione collaborativa pensato per sviluppare nuove soluzioni condivise tra imprese di settori diversi, accelerando il time-to-market e abbattendo i costi di sviluppo, presentata da Fabrizio Landi, Presidente di ReteImpresa Confindustria, così come Nexus, un programma strutturato di cooperazione tra soggetti pubblici e privati per accelerare la transizione digitale del territorio, con le tecnologie spaziali come infrastruttura abilitante.



Cinque progetti, cinque risposte concrete alle sfide del territorio
Davide Sangiorgi, Manager IOBO, ha aperto la seconda parte dell’evento spiegando che: «Organizzare Space Economy meets Brescia è stato un atto di fiducia nel territorio: la fiducia che un sistema imprenditoriale maturo fosse pronto non solo ad ascoltare, ma a fare. IOBO esiste per dimostrare che la rete d’impresa non è uno strumento burocratico, ma un moltiplicatore di capacità — quella massa critica che permette alle singole aziende di accedere a programmi europei e competere su scale altrimenti irraggiungibili. La collaborazione con Fondazione E. Amaldi e Confindustria Brescia ci ha permesso di portare questa logica su un piano nuovo e i cinque progetti candidati all’ESA sono il risultato più visibile».
La tavola rotonda conclusiva ha infatti portato in scena il momento più operativo dell’evento: la presentazione dei cinque progetti candidati all’ESA, sviluppati da imprese e istituzioni bresciane con il supporto di IOBO e della Fondazione E. Amaldi.
Cinque sfide reali, cinque proposte di soluzione che integrano tecnologie spaziali in contesti applicativi ad alto impatto:
- Lucchini Group ha presentato un progetto di monitoraggio predittivo delle infrastrutture ferroviarie basato sull’integrazione di dati satellitari e sensoristica avanzata: un approccio che promette impatti diretti sulla sicurezza delle reti e sulla riduzione significativa dei costi di manutenzione, ridefinendo il rapporto tra industria ferroviaria e gestione del rischio infrastrutturale.
- Palazzoli spa — ospite e co-protagonista dell’evento — ha portato la propria esperienza nel campo dell’illuminazione per proporre un sistema di infrastrutture urbane intelligenti: sensori integrati e dati spaziali al servizio di un’illuminazione adattiva, capace di rispondere in tempo reale alle condizioni ambientali e ai flussi di mobilità, con benefici misurabili in termini di efficienza energetica e qualità della vita urbana.
- Busigroup ha invece affrontato una delle sfide più concrete della sostenibilità cittadina: l’ottimizzazione della gestione dei rifiuti. Attraverso l’applicazione di tecnologie spaziali alla logistica e alla pianificazione della raccolta, il progetto punta a rendere più efficienti e meno impattanti i servizi urbani, contribuendo in modo diretto agli obiettivi di transizione ecologica delle città.
- La collaborazione tra Università di Brescia e Gulliver Srl ha dato forma a un progetto di precision farming satellitare: soluzioni di agricoltura di precisione basate su telerilevamento che consentono di ottimizzare l’uso delle risorse idriche, aumentare la produttività e ridurre l’impronta ambientale delle coltivazioni. Un esempio particolarmente significativo di come la ricerca accademica e l’impresa informatica possano convergere verso applicazioni ad alto impatto per il settore primario.
- Infine, il Cluster Lombardo della Mobilità ha presentato un progetto dedicato alla sicurezza stradale urbana: smart services sviluppati a partire da dati spaziali e connettività avanzata, capaci di ridurre l’incidentalità e migliorare la gestione dei flussi di mobilità in ambito cittadino, con un approccio che integra tecnologia e pianificazione urbana.

ESA BASS: 33 milioni di euro per costruire l’Europa dell’innovazione spaziale
L’evento è stato l’occasione per illustrare la portata e le ambizioni del programma che la Fondazione E. Amaldi rappresenta in Italia: ESA Business Applications and Space Solutions, lo strumento attraverso cui l’ESA sostiene lo sviluppo di applicazioni commerciali basate su tecnologie, dati e infrastrutture spaziali, con un focus esplicito sulla creazione di valore economico misurabile per le imprese e per i territori.
Il nuovo budget stanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana per il programma ammonta a 33 milioni di euro, da dispiegare nel corso dei prossimi tre anni. Un investimento che segnala con forza la priorità attribuita dall’Italia alla commercializzazione delle tecnologie spaziali e alla costruzione di un ecosistema europeo dell’innovazione capace di coinvolgere, accanto ai grandi player industriali, anche le PMI e le realtà emergenti.
«Brescia ha rappresentato per noi molto più di una tappa: quando si parte dall’ascolto reale del territorio — dai suoi bisogni, dalle sue competenze, dalla sua capacità di fare sistema — le tecnologie spaziali smettono di essere un’opportunità astratta e diventano risposte concrete a sfide industriali reali. I cinque progetti presentati a Brescia, con la collaborazione di IOBO, sviluppati da realtà radicate nel territorio e candidati ai programmi ESA, ne sono la dimostrazione più eloquente», ha spiegato Eleonora Lombardi, ESA BASS Ambassador per l’Italia.
Space Economy meets Brescia è stato un prototipo, un esempio replicabile di come la Fondazione E. Amaldi, in qualità di Ambassador italiano di ESA BASS, possa portare il valore della space economy dentro i distretti produttivi del Paese, trasformando la complessità dei programmi europei in opportunità accessibili e concrete per le imprese.
A conclusione dell’evento, Andrea Moretti, Amministratore Delegato di Palazzoli SpA e padrone di casa dell’evento, ha offerto forse la sintesi più efficace dello spirito dell’intera giornata: «La distanza Spazio-Terra non è più misurabile in chilometri, ma solo dalla tolleranza nei confronti degli errori». Un’affermazione che racchiude la sfida e l’opportunità insieme: lo spazio è già tra noi, nelle reti, nei dati, nei sistemi di monitoraggio; la vera distanza è culturale e organizzativa, ed è quella che eventi come questo contribuiscono a colmare.
Se la tua impresa vuole esplorare le opportunità offerte dal programma ESA BASS, contattaci: esabassambassador@fondazioneamaldi.it
