Il 31 marzo siamo volati a Bari per il secondo Regional Roadshow del programma ESA BASS in Italia ospitati da NextOrbit, un’iniziativa di Deloitte che promuove la collaborazione tra mondo accademico, aziende, startup e istituzioni per facilitare il trasferimento tecnologico e l’ideazione di nuove applicazioni commerciali, innovative e sostenibili tra Terra e Spazio, nell’ambito della New Space Economy. Oggi lo spazio infatti non è più solo dominio di pochi attori, ma una piattaforma abilitante per applicazioni concrete, servizi data-driven e nuovi modelli di business.

In questo contesto, il Sud Italia sta emergendo come uno dei driver più dinamici di questa evoluzione. Non più periferia dell’innovazione, ma ambiente in cui la filiera aerospaziale si sta consolidando in modo organico, grazie alla collaborazione tra università, centri di ricerca, startup e industria. Un sistema che si muove lungo una direttrice chiara: trasformare le tecnologie spaziali in soluzioni operative con impatto diretto sui settori produttivi.

È proprio su questa traiettoria che si inseriscono i Regional Roadshow del programma ESA BASS (Business Applications and Space Solutions), promossi dall’Ambassador ESA BASS Italia. Più che semplici appuntamenti informativi, i roadshow rappresentano una infrastruttura di connessione tra il livello europeo e gli ecosistemi locali, facilitando il trasferimento tecnologico e creando sinergie tra domanda industriale e offerta innovativa.

I dati confermano la solidità di questo percorso: la Space Economy in Italia genera circa 8 miliardi di euro di produzione e coinvolge oltre 23.000 addetti lungo l’intera filiera (ISTAT). Un comparto ormai maturo, sempre più orientato allo sviluppo di servizi avanzati e all’utilizzo strategico dei dati satellitari.

All’interno di questo scenario, regioni come Puglia, Campania e Basilicata stanno rafforzando il proprio posizionamento. In particolare, la Puglia si distingue come uno degli hub più strutturati, con oltre 100 tra imprese e centri di ricerca attivi lungo tutta la catena del valore: dai sistemi satellitari ai servizi di osservazione della Terra, fino all’elaborazione e valorizzazione dei dati.

Una combinazione di tradizione industriale, competenze ingegneristiche e scientifiche e una rete consolidata di attori ha reso il territorio un contesto particolarmente favorevole alla sperimentazione dei modelli più avanzati della Space Economy. Un ambiente in cui la distanza tra sviluppo tecnologico e applicazione industriale si riduce, rendendo l’innovazione più rapida, misurabile e scalabile.

Dall’opportunità al progetto: il ruolo dell’ESA BASS Ambassador nell’attivazione dell’ecosistema locale 

La nostra presenza a Bari ha rappresentato un passaggio chiave per chiarire il valore concreto del programma ESA BASS sul territorio. Più che una presentazione istituzionale, l’obiettivo è stato quello di rendere operativo l’accesso alla Space Economy, mostrando come imprese e startup possano trasformare un’idea in un percorso industriale strutturato.

L’approccio adottato non si è limitato a descrivere le opportunità disponibili, ma ha ricostruito il processo reale: dalla definizione del caso d’uso alla costruzione della proposta progettuale, dalla validazione tecnologica fino al confronto con il mercato e con i primi utilizzatori industriali. Un percorso che raramente è lineare, ma che si sviluppa per iterazioni successive, in cui il valore delle soluzioni si consolida progressivamente.

In questo quadro, il ruolo dell’ESA BASS Ambassador si configura come un abilitatore di sistema: un punto di raccordo tra ecosistema europeo e contesti locali, capace di supportare concretamente gli attori nell’accesso al programma. Questo si traduce in accompagnamento nella lettura delle opportunità, facilitazione nella costruzione di partenariati, allineamento tra bisogni industriali e soluzioni tecnologiche, e attivazione di connessioni strategiche.

I Regional Roadshow si inseriscono quindi come uno strumento operativo per intercettare il potenziale presente nei territori, strutturarlo e accompagnarlo verso percorsi concreti di sviluppo e finanziamento. In questa logica, l’accesso ai programmi ESA non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso continuativo di collaborazione e crescita all’interno della Space Economy.

Un ecosistema in evoluzione: dalle startup deep-tech alle applicazioni industriali della New Space Economy 

Nel corso della giornata, le pitch session delle startup NextOrbit hanno offerto uno spaccato concreto del tipo di imprese che oggi popolano l’ecosistema barese della Space Economy. Più che progetti sperimentali, sono emerse soluzioni già orientate all’applicazione, capaci di tradurre tecnologie spaziali in casi d’uso industriali.

Le realtà in fase di accelerazione hanno presentato, ad esempio, sistemi basati su intelligenza artificiale per l’analisi integrata di dati satellitari e subacquei, applicati al monitoraggio di infrastrutture critiche; tecnologie per l’elaborazione dei dati direttamente in orbita, con l’obiettivo di abilitare capacità computazionale distribuita in scenari futuri di space data center; e soluzioni basate su blockchain per la creazione di passaporti digitali dei componenti della filiera spaziale, garantendo tracciabilità e certificazione dell’intero ciclo produttivo.

La prima Call4Startup di NextOrbit ha raccolto oltre 110 candidature da startup e realtà innovative, selezionando circa 10 team per percorsi strutturati di incubazione, accelerazione e sviluppo. Un dato che evidenzia non solo un interesse crescente, ma soprattutto la progressiva maturazione di un tessuto imprenditoriale che inizia a considerare lo spazio come infrastruttura abilitante per modelli di business scalabili.

Queste iniziative si inseriscono in un contesto pugliese già consolidato, in cui imprese, centri di ricerca e distretti tecnologici operano in modo coordinato lungo tutta la catena del valore. Accanto alle startup, infatti, il territorio esprime competenze avanzate in ambiti come la ricerca in orbita applicata alla salute, con studi su disease modelling e sperimentazione di farmaci in microgravità, il food design per missioni spaziali con ricadute nel settore agroalimentare terrestre, e lo sviluppo di soluzioni per il monitoraggio delle infrastrutture critiche basate su osservazione della Terra e analisi dei dati satellitari.

Dalla connessione all’ecosistema: Bari come punto di partenza per i prossimi Regional Roadshow 

L’impressione emersa durante il momento di networking finale è stata particolarmente significativa: un contesto in cui parlare di Space Economy non rimanda più a una prospettiva futura, ma a una realtà già in fase di consolidamento. Startup, imprese e centri di ricerca hanno continuato a confrontarsi per comprendere meglio il funzionamento e le opportunità offerte dal network della Fondazione E. Amaldi e del programma ESA BASS.

È proprio in queste dinamiche che il modello dei Regional Roadshow esprime il suo massimo potenziale: non eventi isolati, ma piattaforme di attivazione in cui ecosistemi locali ed europei iniziano a interagire in modo concreto, trasformando il dialogo in collaborazione operativa. La tappa di Bari ha evidenziato chiaramente questo passaggio, mostrando un sistema in cui innovazione, industria e ricerca non solo coesistono, ma iniziano a convergere verso obiettivi comuni.

Più che raccontare l’innovazione, Bari ha dimostrato come questa sia già in fase di strutturazione, con attori diversi che si riconoscono progressivamente all’interno di una stessa filiera. Un segnale forte di maturazione dell’ecosistema, ma anche un punto di partenza.

Su questa base, i prossimi Regional Roadshow rappresentano un’opportunità per ampliare ulteriormente questa rete, attivare nuovi territori e continuare a trasformare il potenziale della Space Economy in percorsi concreti di sviluppo, collaborazione e impatto.

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