Cosa succede quando lo spazio smette di essere un orizzonte lontano e diventa una leva concreta per fare impresa?
A volte la risposta non arriva dai laboratori o dalle missioni spaziali, ma da un contesto molto più vicino: una sala piena di imprese, istituzioni e innovatori riuniti per capire come trasformare dati satellitari, tecnologie e infrastrutture spaziali in valore economico reale. È in questo spazio di incontro — tra visione e applicazione, — che si inserisce la terza tappa del Regional Roadshow italiano di ESA Business Applications and Space Solutions, che il 10 aprile 2026 ha portato a Torino uno dei momenti più concreti di confronto sulla space economy applicata ai territori.
L’evento, organizzato da Fondazione E. Amaldi e Unione Industriali Torino in collaborazione con Fondazione Piemonte Innova, si è configurato come una vera e propria piattaforma di connessione tra spazio e industria, in cui visione strategica e strumenti operativi si sono intrecciati per accompagnare le imprese verso nuove opportunità di sviluppo.
I saluti iniziali di Lorenzo Scatena, Segretario Generale di Fondazione E. Amaldi ed Eleonora Faina, Vicedirettore Generale di Unione Industriali Torino, hanno aperto la giornata con un invito diretto: sfruttare eventi simili per comprendere come lo sviluppo di collaborazioni e partnership oggi richieda uno sforzo per capire il cambiamento di mentalità richiesto dal settore di oggi.
In questo contesto, la Fondazione E. Amaldi si conferma un attore strategico, capace di agire come ponte tra territorio ed Europa, interpretando le esigenze locali e traducendole in progettualità concrete.
Come sottolineato da Lorenzo Scatena: <<La Fondazione si configura sempre più come un abilitatore strategico lungo l’intera catena del valore dell’innovazione, accompagnando le imprese in un percorso completo che va dall’idea iniziale fino allo sviluppo e alla successiva scalabilità sul mercato. In questa prospettiva, applichiamo un approccio end-to-end che parte dall’analisi dei dati di mercato e si estende al supporto al capacity building, al matchmaking e all’internazionalizzazione, attraverso un mix integrato di strumenti diretti e indiretti, con l’obiettivo di rafforzare in modo concreto la competitività del sistema industriale>>.

Lo spazio come infrastruttura per l’innovazione industriale
Il Roadshow si è concentrato in particolare sulle potenzialità del territorio e delle sue competenze, grazie ad una rete di collaborazioni strategiche essenziali per permettere alle eccellenze industriali della regione non solo di aumentare di numero, ma anche di rafforzare significativamente la propria competitività.
<< L’aerospazio dimostra che l’Italia, e quindi anche Torino, vincono quando combinano specializzazione storica, innovazione e competitività >> ha dichiarato Giorgio Marsiaj, Delegato all’aerospazio di Confindustria.
La città di Torino è stata la protagonista di tutta la mattinata e grazie al suo fondamentale sistema di competenze, offre una combinazione unica di approcci e capacità che, attraverso il programma ESA BASS, possono supportare lo sviluppo completo di un’idea: dall’accesso alle opportunità fino alla sua piena valorizzazione sul mercato.
Durante il panel dedicato al funzionamento del programma ESA Business Applications and Space Solutions (BASS), Enrico Spinelli, Business Applications Engineer dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), ha illustrato in dettaglio le opportunità offerte dal programma ESA BASS e le relative procedure di accesso, fornendo una guida operativa per le aziende interessate.
In dialogo con Eleonora Lombardi, ESA BASS Ambassador per l’Italia, sono stati esposti i criteri di idoneità alla partecipazione e come presentare proposte competitive sfruttando le opportunità concrete offerte dalle tecnologie spaziali downstream. In questo senso, l’Ambassador si dimostra un ruolo chiave del processo, accompagnando le imprese lungo tutte le fasi del processo, dalla costruzione del partenariato fino alla valorizzazione commerciale sul mercato, contribuendo a ridurre le barriere di accesso e ad accelerare lo sviluppo delle progettualità.
Il nuovo budget stanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana durante l’ultima Ministeriale ESA per il programma ACCESS/ESA BASS ammonta a 33 milioni di euro, da dispiegare nel corso dei prossimi tre anni. Un investimento che segnala con forza la priorità attribuita dall’Italia alla commercializzazione delle tecnologie spaziali e alla costruzione di un ecosistema europeo dell’innovazione capace di coinvolgere, accanto ai grandi player industriali, anche le PMI e le realtà emergenti.


Dai dati satellitari alle applicazioni concrete: i progetti nati dal territorio
Questa visione ha già assunto fattezze concrete all’interno del tessuto industriale torinese, come dimostrano le success stories presentate durante l’evento.
Il primo intervento ha presentato ASSIST – Advanced Snow Plough and Salt Spreader Based on Innovative Space Technologies, un progetto ideato per rispondere a un’esigenza fondamentale: aumentare la sicurezza e l’efficacia della manutenzione stradale nel periodo invernale.
Finanziato interamente dall’Agenzia Spaziale Europea il progetto ha avuto origine nel 2013 a seguito di un bando europeo dedicato a servizi innovativi per la manutenzione invernale basati su tecnologie spaziali. Il consorzio è stato guidato da Fondazione Links (precedentemente Istituto Superiore Mario Boella) di Torino, in collaborazione con partner industriali e di ricerca, tra cui Giletta S.p.A., leader nella produzione di attrezzature per la manutenzione invernale, con l’obiettivo di modernizzare radicalmente la gestione delle strade in condizioni meteorologiche avverse.
Il cuore del progetto è stato lo sviluppo di un modello integrato capace di combinare in modo sinergico tecnologie di navigazione satellitare (GNSS), dati di osservazione della Terra del programma Copernicus e informazioni meteorologiche avanzate. Questo approccio ha reso possibile raccogliere e analizzare in tempo reale dati sulle condizioni delle infrastrutture stradali, traducendoli in indicazioni operative puntuali — dalla quantità di sale da utilizzare alle modalità e tempistiche di sgombero neve — poi trasmesse direttamente ai mezzi sul campo, supportando e in alcuni casi automatizzando il lavoro degli operatori. La robustezza della soluzione è stata validata progressivamente: dai primi test sul campo durante la stagione invernale 2014-2015 tra Svezia e Norvegia, fino all’estensione del progetto nel 2016-2017 in quattro aree europee strategiche, includendo anche Italia e Austria. Questo percorso ha dimostrato come l’integrazione tecnologica possa abilitare un modello operativo più efficiente basato sulla logica delle “3R” (right time, right position, right mode) con benefici tangibili in termini di riduzione degli sprechi di materiali, maggiore sicurezza stradale e ottimizzazione del carico di lavoro.
In un contesto simile, si è poi inserito CAPRI – Cooperative Autonomous Platform for Reliable Inspection, programma sviluppatosi a partire da un investimento complessivo di circa 1,49 milioni di euro, di cui quasi 1 milione finanziato dall’ESA, con l’obiettivo di sviluppare una piattaforma cooperativa basata su droni autonomi, specificamente pensata per il monitoraggio strutturale di strade e ponti. Questo sistema è progettato per operare efficacemente anche in zone dove il segnale satellitare GNSS è assente o degradato. I vantaggi principali includono ispezioni più veloci e sicure rispetto ai metodi convenzionali, portando a una riduzione dei costi operativi e minimizzando l’impatto su traffico e ambiente.
Attraverso l’integrazione di navigazione satellitare, sensori avanzati e intelligenza artificiale, CAPRI consente infatti di supportare i processi decisionali dei gestori infrastrutturali con output di ispezione automatizzati, contribuendo così a una gestione più efficiente delle infrastrutture. Attualmente in corso e con conclusione prevista a luglio 2027, il progetto della Fondazione Links rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra industria e pubblica amministrazione, supportata dall’ESA, possa accelerare l’adozione di tecnologie spaziali a beneficio della sicurezza e della collettività.
In questo contesto, Fabrizio Dominici, Head of AI, Data & Space di Fondazione LINKS, ha evidenziato come la Fondazione non sia solo un fornitore di supporto tecnico ma piuttosto svolga il ruolo di catalizzatore di relazioni e visibilità, sottolineando l’importanza cruciale delle reti e delle connessioni nel settore, tanto quanto le innovazioni tecnologiche.
Successivamente è stata la volta di Ithaca S.r.l., rappresentata dalla R&D Manager Vanina Fissore e dal Senior Expert & Project Manager Andrea Lessio, che hanno illustrato il progetto SAiBESS, che mira a valutare la fattibilità tecnico-economica di una piattaforma digitale per la gestione sostenibile degli alveari. Il progetto integra i dati di Osservazione della Terra con l’Intelligenza Artificiale per produrre informazioni geospaziali avanzate. Tali dati sono essenziali per monitorare la salute e la produttività delle api, offrendo un supporto concreto nella lotta contro minacce quali il cambiamento climatico, l’inquinamento e i parassiti.
Un ulteriore aspetto emerso è stato quello legato al cambiamento di mentalità richiesto per accedere alle opportunità ESA. L’approccio promosso da BASS implica una visione orientata al mercato, alla costruzione di partnership e alla sostenibilità nel lungo periodo. Uno sforzo che, come sottolineato durante l’evento, non deve essere percepito come un ostacolo, ma come un investimento strategico per rafforzare la competitività.

Lo spazio come abilitatore tecnologico per l’industria
Durante la tavola rotonda “Opportunità e sviluppo per le imprese del territorio in ambito space economy”, particolare attenzione è stata data al ruolo dello spazio come abilitatore tecnologico per altri settori e leve strategiche così da favorire il trasferimento e l’adozione tecnologica.
Attraverso gli interventi di Fulvia Quagliotti, Direttrice del Distretto Aerospaziale del Piemonte, Guido Ceresole, Responsabile Area Innovazione, Mobilità e Digitale di Unione Industriali Torino e Coordinatore di Mesap Innovation Cluster e Lorenzo Scatena, Segretario Generale della Fondazione E. Amaldi, è nato un momento di confronto attivo dedicato allo sviluppo di un approccio integrato capace di integrare competenze tecnologiche avanzate e bisogni del mercato. Moderati da Veronica Spadoni, Responsabile Acceleratore di Impresa ed Ecosistemi di Innovazione di Fondazione Piemonte Innova e Cluster Manager del Polo di Innovazione ICT, gli speakers hanno sottolineato l’importanza dello sviluppo di partenariati snelli in grado di aggregare aziende con competenze diverse in grado di mettere in risalto il territorio.
<< La difficoltà nel partecipare a progetti europei o anche regionali è quella di trovare i partner. Il formare un consorzio è sempre qualcosa che può scoraggiare; in questo caso vengono aiutati e questo è uno degli aspetti più importanti del programma ESA BASS e del ruolo dell’Ambassador nazionale >> ha sottolineato Fulvia Quagliotti, Direttrice del Distretto Aerospaziale del Piemonte.

Investimenti e networking per la nuova space economy
Il terzo Roadshow Regionale si è concluso con un momento di networking molto partecipato, che continua ad essere l’elemento cruciale per la circolazione delle informazioni e la creazione di un ecosistema in grado di stabilire connessioni tra realtà innovative.
I Roadshow ESA BASS nascono così: spazi di ascolto prima ancora che di presentazione, eventi in cui sono propri i rappresentanti dei territori a voler capire come posizionarsi all’interno del nuovo ecosistema spaziale o come espandere il proprio ruolo al suo interno. Torino non è stata solo una tappa del Roadshow, ma un vero e proprio banco di prova di come la Space Economy stia già generando impatto concreto. Un contesto in cui aziende, istituzioni e innovazione iniziano a operare in modo sempre più integrato, trasformando le tecnologie spaziali in opportunità reali di crescita.
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